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Presentazione del volume

 


La copertinaSALVIONI GIOVANNA, CAPOVOLGERE IL MONDO PER RIMETTERLO IN PIEDI, 2011, 458 pp., Euro 21

«Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.» (Groucho Marx)

Una semplice battuta di uno dei comici più famosi al mondo serve a farci intuire che l’umorismo non è; una comicità facile o scontata, ma nasconde una diversa visione del mondo in cui le parti si capovolgono per riprendere possesso del reale e delle sue priorità. Questo il tema della raccolta antologica di Giovanna Salvioni, uno strumento pensato per gli studenti per affrontare in campo antropologico il tema della diversità, ma: «che hanno a che fare gioco e umorismo con la diversità? Molto, e a lettere tutte maiuscole, perché sono individuati dall’antropologia come modi alternativi di dimostrare che le pulsioni violente presenti nelle culture umane possono essere combattute da coloro che violenti non sono, educando la mentalità comune proprio attraverso il “capovolgimento del mondo”».
La prima parte del volume presenta degli estratti di testi accademici fondamentali sul tema, da Natura e significato del gioco come fenomeno culturale di Johan Huizinga a L’invadenza nel comico di Peter L. Berger, per citarne alcuni e vuole quindi essere una base di partenza scientifica sul tema. Le parti successive invece, costruite su brevi estratti di varie opere di attori comici o personaggi che hanno fatto della risata un credo di vita, ci guidano attraverso un percorso di lettura in cui l’umorismo si manifesta attraverso varie forme d’arte, passando per diversi argomenti sovvertiti dal meccanismo della risata (il potere, l’orrore dei lager, la povertà, ecc.). La seconda parte s’intitola La sottile ironia che fa crescere e la parola delle donne che sa dove arrivare e raccoglie testi di Jaime de Angulo, Amadou Hampaté Ba e Lella Costa. La terza È invece dedicata ai “padri fondatori”, ovvero i Fratelli Marx, Charlie Chaplin, Buster Keaton e Jacques Tati. Il capitolo centrale si concentra sugli autori moderni, da Dario Fo a Woody Allen, passando per la “terapia del sorriso” di Patch Adams fino all’istrionico Roberto Benigni e all’umorismo yiddish di Moni Ovadia. L’ultima parte È dedicata a David Anzalone, un giovane attore che ha fatto del suo handicap un punto di partenza per far ridere e ridere di se stesso, avendo un grande successo nei teatri italiani con il suo monologo Targato H. Nel suo insieme l’antologia risulta, al di là del percorso di studi sull’antropologia, un invito alla lettura integrale di quei testi che più incuriosiranno i lettori, perché, come ricorda nella prefazione Giovanna Salvioni: «L’umorismo che troverete in queste pagine È una diversa visione del mondo e dell’uomo, una rivincita di realtà e valori troppo spesso accantonati e dimenticati, una liberazione simbolica, che può divenire concreta, dall’oppressione operata su tutto l’arco della vita sociale dal “lato oscuro della forza” (amo molto Guerre Stellari), ossia dalla prepotenza di molti sistemi; È dunque un “rovescio” che raddrizza, che rifonda, che recupera e propone un vero equilibrio». Che la forza sia con voi.

Velania La Mendola

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