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Presentazione del volume

 


La copertinaSALATI ENRICO MAURO, APPUNTI DI DIDATTICA GENERALE, 2002, 296 pp., Euro 16

Se non avessi temuto di passare per temerario accostando queste mie modeste note a ben altri prodotti ed autori, avrei chiamato il testo "Stromata". Infatti, questo lavoro È composto da materiali i più svariati, alcuni essendo stati prodotti da me come appunti per lezioni del corso, altri come sintesi di conversazioni tra gli studenti ed il sottoscritto durante le lezioni, altri ancora essendo scritti precedenti, inediti o pubblicati, da me riproposti e in parte riadattati alle esigenze del corso stesso. Ancora, questo volume raccoglie testi e materiali di colleghi che collaborano con me alla riuscita del corso di Didattica Generale: mi riferisco, in particolare, ai contributi di Sabrina Fava, Gaetano Oliva e Gabriele Pelosi - contributi riguardanti il Laboratorio da loro gestito -, nonché di Domenico Franzetti, di cui riporto i materiali prodotti in occasione del seminario da lui guidato e tenuto presso la scuola elementare di via Ariberto a Milano. A questi valenti colleghi, inoltre, va il mio più vivo ringraziamento per i contributi culturali e formativi veramente pregevoli con i quali gratificano il corso di didattica generale.
Materiali i più diversi, dunque, non però accostati come le pezze di un patchwork, prodotto per altro spesso esteticamente pregevole che trae la propria qualità da combinazioni spontanee, frutto di giochi il più delle volte inconsapevoli, richiamanti aspetti "dionisiaci" del sentire e del rappresentare: no. Qui, appunto, il richiamo È piuttosto agli "Stromata", cioÈ a "tappeti". Anche i tappeti sono un insieme di colori e di disegni, anch'essi si avvalgono di varietà e diversità come fattori di qualità, ma c'È qualcosa in più. C'È il "fil rouge", c'È la trama, c'È un disegno preordinato. Un bambino, seduto sul tappeto, gioca e fantastica seguendo col dito linee, soffermandosi su colori e disegni ora qui ora là, sollecitato dal proprio interesse: forse non ne riconosce neppure la trama. Eppure una trama c'È, e, quasi insensibilmente, conduce l'osservatore all'interno di un contesto, di un mondo più o meno vario, ma architettato, le cui parti hanno senso e bellezza soltanto in rapporto all'intero. Anche queste note, pur nella loro diversità, ambiscono a combinarsi in un mondo di significati, quello della Didattica. Diversi sono gli approcci, diverse le possibilità di lettura, diverse le "chances" di catturare l'interesse del lettore, ma tutte girano attorno al tema dell'Insegnare, nella speranza di farne comprendere ragioni e modalità. Hanno una trama, questi modesti "Stromata"? Sì, essa parte dal "luogo" della didattica (la scuola), per aprirsi alle concezioni e percezioni comuni sul tema affrontato, le definisce progressivamente distanziandosi dall'oggetto materiale per attingere dimensioni più rigorose (la didattica generale e la progettazione) e quindi considera la varietà delle didattiche concrete, che possono riguardare l'oggetto (contenuti, discipline), il come (modalità di gestione dei processi), il perché (relazioni con ambiti di senso più vasti). Come dire: dal concreto ancora indifferenziato ("sincretico", direbbero i Programmi per la Scuola Elementare del 1955) al concreto riordinato e compreso grazie alla riflessione scientifica (che È poi quella "ricostruzione intellettuale dell'esperienza vissuta" che costituisce uno dei cardini dei Programmi 1985). Qual È poi il fil-rouge? Tutto il disegno È sostenuto dall'idea che l'insegnamento sia uno dei fatti umani più significativi, caratterizzante lo stesso esser uomini, e che, di conseguenza, in certo modo tutto l'agire umano/sociale può essere riletto nell'ottica del "trasmettere ed elaborare cultura sollecitando la partecipazione dell'altro a tale processo" (riadattamento dall'art. 2 DPR 417/74: Funzione Docente).
Perciò vale la pena di essere insegnante. Ma anche tutto ciò che È umano concorre, ha valore in un contesto di insegnamento: "humani nihil a me alienum puto", può ripetere la didattica con Terenzio. E, visto che questa presentazione termina con le parole di uno dei grandi drammaturghi dell'età classica, È il caso di svelare anche l'intento segreto, il messaggio implicito della trama, e cioÈ la dimensione estetica del fare scuola. Insegnare può essere impegnativo, faticoso, difficile, a volte oscuro, ma È bello, perché "Educare È bello" (C.M. Martini).

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