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Presentazione del volume

 


La copertinaRONCARI LUISA (A CURA), LA FABBRICA DEI SOGNI TRA CINEMA E PSICOANALISI. QUADERNI SERVIZIO/LABORATORIO PSICOLOGIA CLINICA, 2005, 164 pp., Euro 8,5

Il volume, terzo numero dei Quaderni del Servizio/Laboratorio di Psicologia clinica, si occupa dei punti di contatto tra discipline apparentemente lontane come possono essere la Psicologia ed il Cinema.

Com'è noto, il cinema e la moderna psicoanalisi sono nati entrambi sul finire dell'Ottocento e hanno avuto un destino parallelo, poiché dall'Europa si sono trasferiti negli USA. Sia la psicoanalisi che il cinema, non sempre in accordo, hanno cercato di penetrare nella vita quotidiana e di rivelare i segreti del carattere umano. La psicoanalisi ha fornito a sceneggiatori e produttori molti spunti per le vicende da rappresentare sul grande schermo ed i film sono divenuti con il tempo patrimonio comune delle immagini che popolano l'inconscio.

Non a caso per parlare di cinema si usa il termine fabbrica dei sogni : al cinema si creano scenari in grado di dar voce ai desideri, proprio come succede mentre si sogna. Il film evoca il sogno anche per il modo in cui presenta le immagini, che si susseguono in modo analogo a quanto accade nel processo onirico. Quando lo spettatore assiste ad un film, si modica in un qualche misura il suo stato di coscienza: entra in una dimensione in cui la storia rappresentata assume dei caratteri di realtà, mentre il contatto con la realtà esterna è temporaneamente allentato.

La prima sezione del Quaderno raccoglie un'intervista al noto regista italiano Roberto Faenza, da sempre attento allo studio psicologico dei suoi personaggi e agli operatori di area psicologica.

Si è deciso di aprire il volume con un'intervista ad un regista per esplorarne i pensieri e le considerazioni sulla psicoanalisi. Il cinema, per la sua diffusione e per l'attenzione che suscita nella nostra società, rappresenta un potente mezzo di diffusione della cultura. La rappresentazione cinematografica di psicologi-psicoanalisti-psichiatri contribuisce a costruire l'immaginario delle persone sulla disciplina psicologica.

Nella seconda sezione sono presentati quattro contributi tratti da altrettante tesi svolte negli ultimi anni da studenti della Facoltà di Psicologia su tematiche connesse alla rappresentazione cinematografica di diverse categorie “psicologiche”. Questi lavori di sintesi sono accomunati dal fatto di presentare delle ricerche in cui i film sono analizzati per verificare la veridicità psicologica delle caratteristiche dei personaggi.

La terza sezione del Quaderno presenta due contributi autorevoli sul tema dei rapporti tra Cinema e Psicologia. Il primo è la traduzione di un articolo di Glen O. Gabbare, cui si deve la pubblicazione di un importante testo, Cinema e Psichiatria , sulla rappresentazione degli psichiatri nel cinema americano. Il secondo è un suggestivo articolo inedito dello psichiatra e docente universitario napoletano Ignazio Senatore sul montaggio cinematografico. Il contributo che egli ha realizzato nel testo sviluppa le analogie tra il montaggio cinematografico e la costruzione di storie e significati in psicoterapia.

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