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Presentazione del volume

 


La copertinaNASCIMBENE FLAVIO, PROSPETTIVE IN PSICOLOGIA DELLO SPORT, 2002, 282 pp., Euro 14,5

Spesso impegnati nella ricerca di soluzioni concrete e "urgenti" immediatamente applicabili sul campo, gli allenatori e i professionisti legati alle scienze motorie e dello sport necessitano di uno spazio di riflessione sul proprio operato, una sosta che gli consenta di avere una prospettiva complessiva altrimenti irraggiungibile, nonché una nuova qualità di lavoro. Questo È il primo obiettivo di questa opera.

Il volume porta in primo piano e nello stesso tempo nuove risposte a vecchie domande e vecchie risposte a nuove domande:

Quali sono i contributi che nutrono l'interscambio fra la Psicologia e lo Sport?

Che prospettive possiamo stimare per il futuro?

Quale modello di lavoro può reggere la complessità inerente il "fattore mentale" nello sport?

È possibile che questo modello prescinda dell'intreccio fra lo sportivo, la sua famiglia e l'allenatore (squadra, società sportiva)?

Che importanza attribuiamo alle relazioni esistenti fra il gioco e lo sport? Siamo in grado di rintracciarvi una connessione essenziale per lo sport attuale?

Quali funzioni ha il gioco nello sviluppo individuale e sociale?

Di quale corpo solitamente ci occupiamo nel mondo dello sport?

È possibile scoprirne un'altra dimensione?

Come si costruisce una squadra sportiva?

Come funzionano la comunicazione e la leadership in una squadra?

Quanto È centrale nello sport l'asse motivazione - concentrazione - arousal?

Quali modalità operative È possibile attuare al riguardo?

Quali metodi e programmi di preparazione consentono di ottimizzare il fattore mentale nello sport?

Quale può essere il contributo della Psicologia clinica?

Come si può costruire la relazione tra l'allenatore e lo psicologo dello sport?

Quali sono le funzioni dello psicologo dello sport sul campo?

 

Non di rado si sente parlare agli sportivi e agli addetti ai lavori sulle variabili psicologiche presenti nell'attività fisica. Per esempio quando vengono attribuite le cause di una prestazione scadente. In proposito alcune delle solite argomentazioni sono "l'incapacità di mantenere la concentrazione durante la gara", o "i nervi che non mi hanno consentito di riposarmi la notte prima", o "un'improvvisa svogliatezza, demotivazione e mancanza di convinzione nelle proprie competenze", o ancora "i giudici che mi hanno fatto innervosire", o "la trasferta che ci ha messo addosso una pressione fortissima", per citarne solo alcune fra quelle più sentite.

È curioso il fatto che a volte non ci occupiamo di ciò di cui ci preoccupiamo, malgrado abbiamo la certezza che ogni sport metta in gioco sia fattori fisici e tecnico-strategici che psicologici.

Una risposta plausibile a questa situazione enigmatica potrebbe essere che forse nell'ambito sportivo sovente non circoli sufficientemente l'informazione o l'orientamento specialistico sulle modalità con cui le variabili psicologiche possono venire capite, valutate e gestite.

La Psicologia dello Sport (PdS), disciplina scientifica presente in campo internazionale da oltre 30 anni, viene a colmare quella lacuna, fornendo strumenti concettuali e applicativi per l'apprendimento e l'utilizzo di programmi di preparazione mentale nello sport.

(dalla prefazione al volume)

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