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La copertinaMAESTRI ELENA, THE GCC REGION POLITICAL BALANCES AND GLOBAL DIMENSION. CRISSMA WORKING PAPER N. 5-2004, 2004, 132 pp., Euro 7

Le nuove sfide imposte dalla globalizzazione richiedono da parte del GCC, il Consiglio di cooperazione del Golfo, un impegno maggiore verso la promozione di misure collettive che abbiano come obiettivo la sicurezza.

Solo grazie a una completa integrazione e collaborazione tra i sei stati membri si realizza il cambiamento e si riescono a promuovere azioni che favoriscano lo sviluppo sociale, l'educazione, l'integrazione regionale e la crescita industriale non petrolifera.

Le riforme strutturali devono confrontarsi con il mutamento della coscienza nazionale dei singoli stati, avvenuto in seguito ad alcuni eventi come l'invasione irachena del Kuwait nel 1990, il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, la diffusione di tendenze riformiste in Iran e l'avvento delle nuove tecnologie. La consapevolezza dei nuovi scenari che si impongono alle regioni del Golfo, spinge verso politiche economiche specifiche che facilitino la crescita dei singoli e l'integrazione fra i mercati della regione, verso la creazione di un'economia unita e stabile, che resista alle fluttuazioni del mercato, soprattutto quello petrolifero.

La crisi economica nel Golfo ha investito in misura maggiore gli stati dell'Arabia Saudita e del Barain. L'esigenza di spezzare il legame di dipendenza che questi paesi hanno con il settore petrolifero li ha spinti verso forme di mercato diversificate e alternative, come il gas, e li ha eletti a modello di riferimento per tutta la regione del GCC.

Il cambiamento di rotta dell'economia araba ha comportato, inevitabilmente, delle trasformazioni a livello demografico, sociale e culturale. Da qui la necessità di educare i lavoratori e di investire in progetti formativi che rendano le risorse umane capaci di affrontare la nuova realtà professionale.

L'individuo e la sua formazione rappresentano il fattore chiave di questa svolta: sono al tempo stesso una priorità e una delle colonne portanti per la sicurezza regionale, per lo sviluppo di un sistema unito, autonomo, forte in territorio nazionale, attivo e partecipe nel contesto internazionale.

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