EDUCatt - Ente per il diritto allo studio dell'Università Cattolica

Link funzionali

Accessibilità
Contatti
English

Menù istituzionale

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt

Libri - Soluzioni e strumenti

Presentazione del volume

 


La copertinaMICHELONE GUIDO, IL JAZZ. MITO, RITI, SPETTACOLO, 2000, 156 pp., Euro 8,26

Ma È proprio vero che il rock non c’entra niente con il jazz? E il blues? Chi ha suonato per primo una chitarra elettrica? La differenza tra r’n’r e r’n’b? Quando Louis Armstrong incide il celeberrimo West End blues? E come mai Charlie Parker viene considerato il genio maledetto del suo tempo? Cosa È meglio ascoltare di Marsalis e di Zorn? È nato prima il cool o il west coast jazz? E gli strumenti prediletti di ogni grande solista? Ma quando si diventa “grandi” come Duke Ellington, Miles Davis o John Coltrane? Che significa la parola dixieland? E il concetto di bebop? Parliamo di swing e di free? e di fusion e Kansas City?
Questo libro risponde anche a queste domande, ma il suo fine non È l’erudizione maniacale prediletta da fan ormai prossimi al nozionismo ultrapedante, bensì l’intelligenza del jazz quale momento fondamentale nella cultura del XX secolo, in sintonia con il gusto e il carattere di un ascoltatore (e di un lettore) moderno (o forse postmoderno). Un lettore che forse conosce già, magari su cd, la storia dei neri di New Orleans o dei bianchi a Chicago e poi a New York e in tutto il mondo, e che proprio per questo desidera un’inedita visuale storico-critica sulla musica afroamericana passata, presente e magari futura.
Il jazz perciò viene osservato attraverso una prospettiva multidisciplinare che cerca di spiegarne i contenuti musicali e l’impatto comunicativo, alla luce delle scienze umane, raccontando il passato e il presente del microcosmo jazzistico in cinque modi diversi, tra loro complementari, sul piano didattico.
Nel primo capitolo dunque il jazz È visto attraverso una rilettura dei momenti chiave che contrappuntano la vicenda musicale afroamericana, alla luce del concetto di mito così come si diffonde in tutte le civiltà. Nel secondo capitolo abbiamo una riflessione di taglio antropologico sull’intero fenomeno storico, attraverso altri concetti fondamentali come il rito e la religione. Nel terzo capitolo si punta il dito sulla prospettiva sincronica, ma in un’ottica per così dire di ‘cultura jazzistica’ che media la visione cronistorica del primo capitolo con le aperture etnologiche del secondo in rapporto anche alla spettacolarità diffusa nella società contemporanea. Nel quarto capitolo proponiamo una scelta ragionata dei dischi più importanti nella convinzione orinai generalizzata che il supporto fonografico sia una testualità forte e imprescindibile. Nel quinto capitolo infine viene compiuta una riflessione su come la cultura e l’editoria in Italia si avvicinino alla storia del jazz medesimo.

Ordina :: Indietro :: In cima :: Tutte le presentazioni

Bacheca