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La copertinaFUSI MARCO, L'AGGRESSIVITÀ UMANA SECONDO LA FILOSOFIA E L'ANTROPOLOGIA, 2008, 198 pp., Euro 12

La domanda sulla natura e sull’essenza dell’uomo È probabilmente antica come l’umanità. Filosofi, moralisti, psicologi, antropologi, etologi hanno fornito svariate risposte, senza che vi sia un punto di vista universalmente accettato.
In particolare il quesito centrale sembra essere questo: nell’uomo È presente un istinto, una predisposizione innata all’aggressione del proprio simile, all’omicidio, alla crudeltà? O, al contrario, È fondamentalmente mite, socievole, portato all’amore e alla compassione?
Sembra impossibile raggiungere una conclusione universalmente condivisa ma È certo utile interrogarsi ancora su una questione che appare senza tempo e insieme fortemente ancorata alla contemporaneità.
Attraverso il confronto di alcune tra la posizioni più significative espresse a riguardo, considerando l’immagine dell’uomo nel pensiero filosofico dalla civiltà della polis fino a Nietzsche, lo studio analizza l’aggressività con metodo scientifico. Chiarisce inoltre e individua il significato di un termine la cui area semantica spesso erroneamente si considera sovrapposta a quella di parole come “violenza”, “ostilità”, “competizione”.
Giunge, infine, a considerare la manifestazione più eclatante dell’aggressività nella storia dell’uomo: la guerra. Sanguinoso ed eterno conflitto tra popoli, È però anche episodio di tragicità quotidiana, come quella che si manifesta negli stadi con il teppismo calcistico.
Ampio È dunque l’orizzonte d’indagine di questa ricerca, il cui valore È incrementato da un’istanza propositiva: recuperando il concetto di democrazia come strumento fondamentale per porre una barriera alla violenza e alla barbarie dell’uomo, esso propone una pedagogia fondata sulla dignità dell’uomo con la quale diventi possibile la costruzione di una convivenza civile fondata sul rispetto dei diritti di tutti.

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