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La copertinaFROLA MARIA FRANCA, LE AFFINITA' ELETTIVE. RICERCA SULLE FONTI ALCHEMICHE, 2002, 196 pp., Euro 10

Le arti liberali non erano sette, trivium: grammatica, retorica, dialettica e quadrivium: aritmetica, geometria, musica, astronomia. Erano nove. Le due mancanti, il bivium, era composto da astrologia e alchimia. Ad un certo punto della loro esistenza la storia del pensiero ha tentato di cancellarne la realtà; non vi riuscì tuttavia appieno, poiché dell'astrologia le tracce volgarizzate, immiserite e squalificate sono tuttora riscontrabili, e dell'alchimia, seppur meno palesi, si trovano ovunque.

Per quale ragione si chiama Bagno Maria quel procedimento di cottura che si attua tenendo una pentola a bollire all'interno di un'altra in cui È posta dell'acqua, procedimento grazie al quale la crema di uova non impazzisce, ossia cuoce senza raggrumarsi, e il budino si addensa morbido e vellutato? Già, che cosa significa davvero il termine morbido. Quale etimo ha la parola porpora, quel color rosso profondo come il papavero campestre, vivido e scuro, che contrassegna il potere. Perché si dice: lambiccarsi il cervello; entrare nella sfera altrui; risolvere un problema. E l'imitazione della natura È un concetto letterario? Perché tuttora trovare una monetina, un Groschen, (grossum in latino) È segno di fortuna? Perché il proverbio raccomanda di non bere tutto quello che si sente dire, come se fosse oro colato? Che sapore potrà avere un elisir. Che significato ha quel misterioso simbolo, composto di una ferula centrale e di due serpenti che le si avvolgono attorno, di cui abbonda la pittura del Seicento. Lo si trova di norma sulle insegne delle farmacie e si È talmente perduta la sua origine che talvolta si perde anche un serpente, e si vede l'immagine rappresentata, stilizzata con uno solo. Che comodità possono avere per Cenerentola delle scarpette di vetro e chi sono le due sorelle cattive? Quest'ultimo enigma si spiega così: la cenere È quella sostanza che, rimanendo in fondo al vaso dopo la cottura, contiene la Pietra dei Filosofi. Le due sorelle astiose sono l'Oro e il Mercurio.

Non si contano le opere letterarie che portano in sé segnali alchemici, dalla quarta egloga virgiliana, nella quale ai versi 42-45 l'ariete sui prati cambia il suo vello nel color dello zafferano e della porpora, alla Prinzessin Brambilla di E.T.A. Hoffmann, dove, nella descrizione del carnevale romano, si rappresenta addirittura il titolo del trattato alchemico del Filalete L'entrata aperta al palazzo chiuso del re.

Romanzo chimicalchemico o chemicalchimico potrebbe essere un sottotitolo idoneo all'opera di Goethe della quale stiamo per occuparci. Avremmo potuto anche scegliere quello di De Amicitia per una semplice constatazione. Al di là del diffuso erotismo del quale Le affinità elettive sembrano rivestirsi, dall'impiego delle scarpette sarmate come coppe di champagne alla notte d'amore dai destinatari incrociati, al di là del brivido d'orrore offerto dalla nascita di un bimbo da quadruplice ceppo, al di là della morte per inedia di una protagonista, eventi che catalizzano l'interesse e l'attenzione del lettore, il romanzo persegue intenti più sottili. Le tinte emozionalmente cariche paiono ridursi a specchietti per le allodole. In Die Wahlverwandtschaften scandagliate in tutte le possibili sfumature, dall'adulterio mentale alle responsabilità morali, uno solo dei rapporti descritti non cambia, non muta, non ha cedimenti, non tradisce, permane, dona silenzioso conforto, sorregge, accetta, sopporta, e viene puntualmente negletto. È l'amicizia tra Eduard e il capitano. Ma sotto il profilo della unitarietà del romanzo, della sua logica interna, ci si imbatte in un filo rosso che attraversa il racconto dal principio alla fine, modulandone la trasformazione. Si tratta dell'agente mercuriale, il quale non solo si rivela nel carattere del personaggio, che ne reca il nome Mittler, ma si insinua e poi si imprime nel paesaggio, coniandone la forma. Di queste osservazioni cercheremo di offrire la ragione più nascosta, la radice alchemica più profonda.

(dalla prefazione al volume)

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