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Presentazione del volume

 


La copertinaCICALA - LA MENDOLA, LIBRI E SCRITTORI DI VIA BIANCAMANO. QUADERNI QUALE 9, 2009, 610 pp., Euro 31

Ai 75 anni di libri Einaudi è dedicato questo volume, presentato con convegno e mostra dal Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica di Milano il 18 novembre 2009 con intervento dei direttori editoriali di ieri e di oggi Carlo Carena e Mauro Bersani.
Passione e ricerca, editoria e letteratura, sperimentazione e memoria s’incontrano negli studi raccolti in occasione dei 75 anni della casa editrice di Giulio Einaudi. Dalla storia del simbolo, lo struzzo, ai progetti delle collane, con i mitici “Gettoni” di Vittorini, sono svelati aspetti anche inediti (frutto di ricerche d’archivio da parte di giovani studiosi) di successi come Il sergente nella neve di Rigoni Stern, La Storia della Morante o Gli zii di Sicilia di Sciascia, illuminando, attraverso lettere, illustrazioni e documenti, le scelte editoriali di Saba, Contini, Rodari, Fenoglio, Mastronardi, Lalla Romano, Natalia Ginzburg e altri autori di via Biancamano, perché, come ha scritto il fondatore, «ogni libro si integra agli altri, ben sapendo che senza questa integrazione, questa compenetrazione dialettica, si rompe un filo invisibile che lega ogni libro all’altro, si interrompe un circuito, anch’esso invisibile, che solo dà significato a una casa editrice di cultura, il circuito della libertà».
Dopo i testi introduttivi di Carlo Carena e Roberto Cicala (Einaudi: un’eredità di passione e ricerca per i giovani di oggi), il volume propone una sezione sui lineamenti di storia dello Struzzo: dalle vicende della casa editirce nata 75 anni fa dal gruppo del liceo d'Azeglio di Torino a quelle dello struzzo Einaudi, «una vicenda familiare», storia di un simbolo diventato leggendario. Segue la sezione su “Scrittori di via Biancamano”: Umberto Saba, Gianfranco Contini, Natalia Ginzburg, Gianni Rodari, Leonardo Sciascia, Beppe Fenoglio. A “Storie di libri: piccola biblioteca einaudiana” è dedicata la terza parte del volume con i saggi dedicati a: Dentro mi è nato l’uomo di Angelo Del Boca; Sagapò di Renzo Biasion; Il sergente nella neve, capolavoro di Mario Rigoni Stern; Maria di Lalla Romano; Tempi stretti di Ottiero Ottieri; Il maestro di Vigevano di Mastronardi: storia di un romanzo «mondano» e «sincero»; Contini iconografo e il «Petrarchino»; l’origine dei Viaggi di Giac di Elve Fortis de Hieronymis . Sono poi affrontati tre progetti di collana: “Nuova raccolta di classici italiani annotati”; “I gettoni”di Elio Vittorini, tra esperimento e memoria; “Scrittori tradotti da scrittori”: figlia della crisi, iperbole dello stile Einaudi.
Il volume si chiude, prima di bibliografia e indici dei nomi, con alcune testimonianze: Piacere, sono Giulio Einaudi della Einaudi di Oreste del Buono; «Il figliolo del re» cieco per cedere il futuro di cesare Cases; Il sovrano del libro che voleva educare il popolo di Roberto Calasso; Einaudi, uno snob ma sapeva dialogare di Sebastiano Vassalli; Un luterano maestro di innesti di Ernesto Ferrero.

DAI TESTI INTRODUTTIVI
«Se ci si chiede perché si continua a girare intorno a casa Einaudi assai più che ad altre pur più antiche, più grandi, più rigogliose, le tante risposte che affiorano risultano una più affascinante e importante dell’altra, e tutte offrono un contributo non solo alla storia culturale del Novecento e non solo italiano, ma anche delineano in modo esemplare l’arte editoriale tout court, i passaggi, i gangli di quelle imprese che appassionano e assillano scrittori e imprenditori fin dagli albori della stampa. Si vada a leggere l’adagio erasmiano Festina lente, dedicato in buona parte ad Aldo Manuzio e alla sua impresa, tra lo sciame di libretti e libracci che si scrivono e circolano, le pretese di scrittoracci e scrittorelli, le fatiche e le strettezze del lavoro tipografico, l’ambizione e le difficoltà di perseguirvi la perfezione. E poi si ripercorra la storia dell’Einaudi, si leggano i verbali e gli epistolari con gli autori; si constati il continuo, costoso in ogni senso, sforzo e fatica per raggiungere e conservare l’eccellenza, o per muoversi nel contesto politico (sensibilissimo all’editoria, ieri come oggi), culturale (idem) ed economico (lo Struzzo avrebbe sempre potuto far sua la massima di Thomas Fuller: “La cultura ha guadagnato più che tutto dai libri con cui gli stampatori hanno perso”) [dalla presentazione di Carlo Carena].

«C’è una combinazione di passione e ricerca alla base di questo libro: dal punto di vista soggettivo il binomio esprime l’esperienza di un gruppo di giovani che intorno alla cattedra di editoria in Università Cattolica hanno dedicato a libri e collane Einaudi le loro tesi di laurea – da cui i saggi qui confluiti – lavorando sulle carte d’archivio, talvolta inedite; dal punto di vista oggettivo riflette l’attività di 75 anni della casa editrice come modello “non solo di un centro di raccolta ma di un centro di propulsione di idee, una centrale di proposte”. Sono parole di Giulio Einaudi, In una lettera di Dionisotti a Giulio Einaudi – di cui quest’anno ricorrono i dieci anni dalla morte – quella passione acquista significati morali, che non possono mancare in ogni azione di cultura: “Anch’io ho lavorato, in altro tempo e con ineguale successo, per qualcosa che mi piaceva, e pare al di là, non so bene dove né quando, comunque al di là degli affetti e interessi personali”. È il patrimonio di passione e ricerca che queste pagine vogliono valorizzare e offrire come un’eredità preziosa» [dall’introduzione di Roberto Cicala]

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