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Presentazione del volume

 


La copertinaBELSKI FRANCA, MUSICA: UN'ARTE CHE SA DIRE L'INDICIBILE, 2011, 34 pp., Euro 2,7

Franca Belski, docente di Letteratura tedesca presso la nostra Università, ci svela – attraverso una plaquette a tiratura limitata – il rapporto tra la musica e «l'artista che fece vibrare le parole come il più suggestivo ed emozionante strumento», Rainer Maria Rilke.
Musica qui intesa non come mero intrattenimento, ma come arte, come mediatrice tra l'al-di-qua e l'al-di-là, tra il finito e l'infinito. L'autrice racconta – seguendo le tappe biografiche di Rilke e analizzando parti delle sue opere specificatamente connesse con il tema musicale – il cammino di un poeta che all'inizio dichiara la sua "assenza di musicalità", senza smettere però di occuparsi di quest'arte che diventa pian piano essenza ordinatrice, rifugio, e poi arriva a frantumarsi nel confronto con le sculture dell'amico Rodin, solidissime rispetto all'evanescenza della musica.
Un rapporto oscillante quindi, ma costante nell'interesse di Rilke che rimane conquistato ad esempio dalla musica di Beethoven, a cui si appella nei Quaderni di Malte Laurids Brigge: «La tua musica: avrebbe dovuto avvolgere il mondo; non noi. Ti avrebbero costruito un pianoforte nella Tebaide; e un angelo ti avrebbe condotto dinanzi allo strumento solitario, attraverso le catene di montagne desertiche in cui riposano re ed etère e anacoreti. E si sarebbe di nuovo slanciato in alto, via, timoroso che cominciassi. E allora tu saresti fluito, o Scorrente, non udito da alcuno; per restituire all’universo ciò che solo l’universo sopporta». E da queste poche righe si evince l'universo del Poeta musicale per eccellenza, che seppe musicare – per versi – l'indicibile.

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