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Presentazione del volume

 


La copertinaBISCOTTINI PAOLO, LEGGERE IL MUSEO, 2011, 184 pp., Euro 8

Un manuale di museologia che racconta – attraverso una raccolta antologica curata da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano di Milano – la storia del museo e sopratutto riflette sul futuro di questa istituzione attraverso sguardi critici, polemiche, successi, per sottolineare che il museo è e deve essere molto più di un mero contenitore di opere d'arte. Si parte da una riflessione di base sul concetto di museo, esplicitato da Biscottini nell'Introduzione: «non è più soltanto il luogo della conservazione e della ricerca; [...] dobbiamo riconoscere il carattere evolutivo della società e quindi dello stesso museo, a cui si chiede di stare al passo coi tempi, capace di interrogarsi ed interrogare in ragione di essi». Un museo «per la gente», ovvero non per gli studiosi, o non soltanto per loro e che sia capace di attirare i giovani che «non frequentano i musei della loro città, mentre visitano con attenzione i musei che incontrano nei loro numerosi viaggi».
La riflessione prosegue concentrandosi su celebri esempi milanesi: la recente realizzazione del Museo del '900, «secolo rebus per l'arte»,come affermato dal progettista Italo Rota, che offre al visitatore circa 400 opere d'arte; la Pietà Rondanini e le sfide (e le polemiche) per la collocazione perfetta di quest'ultimo capolavoro di Michelangielo, il suo testamento di pietra; la Villa Necchi-Campiglio, quarta casa museo della città meneghina dopo Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi e Boschi Di Stefano; il Binario 21, Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale di Milano, nato per non dimenticare che da quel binario il 30 gennaio 1944 vennero caricate più di 600 persone su vagoni bestiame diretti ad Auschwitz.
Una lettura variegata che ci restituisce l'immagine del museo come luogo deputato all'esplorazione, perché se è vero che conoscere il passato è «impresa altrettanto stupefacente che conoscere le stelle», allora, come ci ricorda Biscottini: «per ogni stella che cade un desiderio si esprime e l’uomo proietta la propria finitezza in quello spettacolare avvenimento di cui conosce a un tempo la finzione, l’illusorietà e la fenomenica certezza. Tutto è già stato e quella caduta è l’ultimo spettacolare apparire di una luce passata. Nel presente è dato di vedere o percepire ciò che era accaduto nel passato».

Velania La Mendola

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