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Presentazione del volume

 


La copertinaASCHEDAMINI SAPIENZA, L'INVISIBILE CANTO DEL SILENZIO - PAROLE E IMMAGINI NELL'ABBAZIA DI CHIARAVALLE, 2010, pp., Euro 14

Il volume nasce dal felice connubio tra le suggestive fotografie di Andrea Aschedamini – nuova visione di un mondo a sé dentro il mondo della città – e dai testi, tra prosa e poesia, di Davide Sapienza (scrittore e il maggiore traduttore di Jack London in Italia), in un flusso creativo che guida il lettore a scoprire i dettagli di un luogo già noto ma guardato e raccontato con sensibilità e intelligenza nuove e che prova a svelare il mistero della contemplazione. Chiaravalle È infatti, secondo la felice definizione di Giovanna Salvioni, autrice dell’introduzione al volume, «un piccolo mondo nel vasto mondo esterno; È, varcata la soglia, altro, cosicché la soglia divide e unisce nello stesso tempo due diversità, due territori naturali e due spazi dell’anima». Una soglia che i due autori hanno voluto oltrepassare, trascorrendo un giorno e una notte all’interno dell’Abbazia. Le poesie, riprodotte con la calligrafia dell’autore, sono molto più di un commento alle immagini, che anzi, in sinergia con le parole, creano significativi sovrasensi, come nel dialogo tra le statue del giardino di Chiaravalle, con le spalle rivolte al lettore ma con lo sguardo al futuro: «Abbiamo questa terra» «Dunque la faremo fruttare» . O ancora quando Davide Sapienza scrive «Disegnerete i vostri giorni / L’arnia invisibile / alla quale il Sole conduce / il polline della stagioni» sull’ombra che si nasconde tra i raggi poggiati sulle mattonelle del chiostro. È un percorso: dalle rotaie a lato all’Abbazia, costruite nel secolo scorso abbattendo il chiostro del Bramante, attraverso i cancelli e la natura, percorrendo in punta di piedi i locali monastici, fermandosi a contemplare la bellezza della chiesa e le sue opere, incontrando frati assorti nella preghiera o di fretta verso i compiti quotidiani, leggendo la Regola, fino all’uscita e al rientro nella città. Alle immagini non commentate dal poeta bastano le parole della Regola di san Bernardo o quelle citate dalla Bibbia nelle lettere del fondatore dell’ordine, che viene a sua volta citato dal poeta, che fa del legame con la madre-terra la sua cifra stilistica: «Fidati di me: troverai un paesaggio più ampio nei boschi che nei libri. I tronchi e le pietre ti insegneranno cose che non puoi ascoltare dai maestri». [V.L.M.]

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