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Presentazione del volume

 


La copertinaAA.VV., NON E' UN CASO CHE SIA SUCCESSO. QUADERNI QUALE 10, 2010, 154 pp., Euro 8

Le pagine del volume n. 10 della serie del Laboratorio di Editoria raccontano le vicende dei best seller uniti da “successo” e “caso”: dal Candido all’Ulisse, dal Piccolo Principe a Pippi Calzelunghe, da Il fu Mattia Pascal a Il nome della rosa, da Madame Bovary a Twilight, da Harry Potter a Gomorra… quasi sessanta casi editoriali analizzati tra scoperte, rifiuti, riletture, traduzioni, polemiche e trasposizioni cinematografiche: questi libri, in vetta alle classifiche grazie a idee rivoluzionarie, copertine irriverenti, scelte editoriali geniali e soprattutto storie affascinanti, continuano a conquistare il pubblico. Perché un successo non è mai un caso, anche se in parte lo è. Un viaggio tra passato e presente della letteratura mondiale.
«Ogni edizione è un prototipo a sé di cui in partenza non si conosce il destino: gli ingredienti e le dosi della ricetta cambiano sempre», scrive Roberto Cicala nella presentazione, aggiungendo: «Dal Seicento del Candido di Voltaire, la cui fortuna novecentesca è spesso affidata a edizioni d’arte tipografica, al Nome della rosa di Eco che in un primo tempo aveva pensato per il suo manoscritto a un’edizione di poche copie numerate per i tipi raffinati dell’editore Franco Maria Ricci, ogni caso svela un risvolto diverso del mondo librario. Ogni edizione è un prototipo a sé di cui in partenza non si conosce il destino: gli ingredienti e le dosi della ricetta cambiano sempre. Una volta è vincente l’immagine di copertina, come è stato detto per i due occhi che fissano il lettore dalla sovraccopertina del romanzo dell’esordiente Paolo Giordano (qui intervistato); altre volte è il titolo azzeccato a incuriosire e La solitudine dei numeri primi è esempio anche di quest’aspetto paratestuale affidato spesso all’editore. E pensare che un titolo può essere modificato dopo il successo del film tratto dall’opera: è quanto avvenuto per Arancia meccanica, così intitolata dopo il film di Kubrick, mentre in precedenza il romanzo di Burgess era Un’arancia a orologeria (traduzione di A Clockwork Orange). Sempre per i titoli si potrebbe ricordare il caso del Giovane Holden di Salinger, così tradotto dall’originale The Catcher in the Rye («Colui che prende nella segale»).
Il boom dei giovani scrittori è altro fenomeno importante nel creare casi editoriali: basti citare Brizzi con Jack Frusciante è uscito dal gruppo sebbene non sia una novità degli ultimi anni; dopotutto anche Bonjour Tristesse della Sagan negli anni cinquanta fu scritto a 18 anni. Non si può certo dimenticare il caso Saviano con il suo realismo di denuncia a metà strada tra narrativa e reportage e, per autori arrivati al successo soltanto nella maturità, Bufalino e Camilleri, quest’ultimo con il genere giallo, altro filone suscitatore di casi». Il volume è un progetto degli studenti del Laboratorio di editoria dell'Università Cattolica nell'anno 2009-2010.

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