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La copertinaANSELMI SIMONA, LA TRADUZIONE POSTCOLONIALE IN IRLANDA: FINNEGANS WAKE, UNA TRADUZIONE IN CORSO, 2005, 244 pp., Euro 12

La traduzione come forma di resistenza all'oppressione della cultura e del popolo colonizzatore costituisce la trama dello studio della Dott.ssa Anselmi sul ruolo della traduzione postcoloniale.
La scelta dell'Irlanda come campo di indagine È dettata dal suo passato storico e dalla posizione particolare che il paese occupa nella realtà degli studi postcoloniali sulla traduzione. L'Irlanda È un paese dal retaggio coloniale, a metà strada tra l'Europa e le colonie, tra il Primo e il Terzo Mondo, tra oppressori e oppressi, una zona grigia in cui si incontrano e si scontrano culture e linguaggi.
Il linguaggio di Joyce nel Finnegans Wake, l'ultimo lavoro dello scrittore irlandese, È considerato un'espressione di ribellione, di resistenza all'imperialismo della Gran Bretagna e un testo problematico dal punto di vista linguistico e traduttivo.
Gli studi sulla traduzione postcoloniale osservano la traduzione come strumento di conoscenza della cultura straniera, di trasmissione, ma anche di lotta all'invasione e al dominio di ciò che È 'altro', diverso dalla ideologia locale.
Il presupposto È la disuguaglianza, il rapporto impari tra le lingue, e la gerarchia che genera lingue e culture dominanti e dominate ed evoca a livello microscopico, la gerarchia tra testo originale e traduzione. La supremazia della cultura occidentale su quella del paese colonizzato si traduce in un annullamento del testo di partenza e in una sua riscrittura secondo canoni europei o occidentali. In opposizione alla traduzione coloniale quale atto di "purificazione" e "conservazione" della cultura dominante, nasce dunque la traduzione postcoloniale, atto di ribellione e dichiarazione della "estraneità" dei colonizzati.
L'indipendenza e la ribellione dell'Irlanda, stato europeo 'colonizzato' dall'impero britannico, privato della sua lingua e della propria identità, viene rivendicato da una rilettura in chiave postcoloniale del testo di Joyce e dalla sua creazione del finneganese, l'idioma del rifiuto.

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