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La copertinaALBONICO MARIA CRISTINA, UNA GOLOSITÀ LETTERARIA: CIOCCOLATA IN VERSI, 2008, 134 pp., € 8,5

Goloso già dal titolo, questo libro di Maria Cristina Albonico ci presenta un divertente excursus poetico della cioccolata lungo il settecento. Novità importata dall'America insieme ad altri generi coloniali, diventa presto bevanda comune nei salotti dell'alta società e simbolo di una certa raffinatezza di gusto opposta a quella della borghesia nascente (che predilige il caffè), simbolo di un ritmo blando che scandisce la vita degli apparteneti all'Ancien Régime, prediletta soprattutto nei paesi cattolici come la Spagna e l'Italia. Il volume si articola attraverso tre capitoli: il primo sulla storia della cioccolata nella letteratura, con un introduzione dedicata alla storia etimologica del termine; il secondo è dedicato al componimento del poeta Marcello Malaspina, membro dell'Accademia della Crusca, intitolato il Bacco in America; infine il terzo analizza Il cioccolato, opera di Francesco Arisi, avvocato dell'Inquisizione e amico di Ludovico Muratori. Ai tre capitoli si aggiungono due appendici con i testi completi dei due componimenti sopra citati e le versioni italiane di liriche latine sulla cioccolata, Il Cioccolate di Ercole Tanari e La cioccolata di Giambattista Sbalbi, testimonianza di un interesse per l'argomento non limitato a improvvisazioni, ma seriamente considerato.
E come tema trasversale la cioccolata diventa soggetto di liriche, composte non solo da poeti ma anche medici e scienziati, teologi, che s'interrogano sulle virtù e i difetti della bevanda (che può portare secondo alcuni al delirio ma che secondo altri "conforta i sani e giova agli ammalati"), di golose ricette culinarie in rima, e addirittura segno di trasgressione nel libretto scritto da Lorenzo Da Ponte per il Così fan tutte di Mozart. Non resta che seguir le ghiotte rime: "Meco vi voglio, e invito/A lodare, ed a bere/Con intenso piacere/Il Cioccolato mio, se v'è gradito".

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