Le citazioni bibliografiche costituiscono una parte importante delle pubblicazioni di tipo accademico; una redazione di esse che segua criteri di coerenza e uniformità garantisce la comprensione immediata da parte del lettore. Il Servizio Editoriale non impone un proprio standard di riferimento, lasciando agli autori l’opportunità di valutare il migliore criterio di citazione, purché coerente e uniforme; di seguito vengono perciò solo fornite alcune indicazioni di massima, in accordo con i dettami dell’Ente Nazionale di Unificazione, che consentono di comporre un riferimento bibliografico sostanzialmente leggibile.
I dati inclusi nel riferimento bibliografico sono generalmente trascritti così come si presentano nella fonte; dettagli stilistici quali punteggiatura o uso delle maiuscole possono non essere riportati nella trascrizione. I dati derivati dalla fonte possono essere traslitterati o romanizzati; in questo caso la forma traslitterata può sostituire la forma originale o esservi aggiunta tra parentesi quadre.
Elementi del riferimento bibliografico
Responsabilità primaria
Il cognome e il nome dell’autore si compongono in maiuscoletto; è sufficiente anche il tondo normale o il maiuscolo. È consuetudine abbreviare il nome dell’autore esprimendolo con l’iniziale maiuscola seguita da un punto. Se l’autore ha due nomi, vanno scritte entrambe le iniziali puntate non spaziate tra loro. Nel caso di più autori, i loro nomi si separano con un trattino semplice (v. dietro) o meglio con una virgola (cfr. UNI 6017-67, integrata e sostituita dalla UNI 10168, cui si rimanda per tutti gli approfondimenti del caso). Se viene ripetuto l’autore della citazione immediatamente precedente, il nome può essere sostituito con l’abbreviazione “Id.”.
Ai nomi dei curatori di documenti costituiti da più opere provenienti da fonti diverse o da contributi di autori diversi può essere attribuita la responsabilità primaria: in questo caso l’abbreviazione “cur.” o un suo equivalente (“a cura di” oppure “Ed.”) deve essere aggiunta dopo il nome, generalmente tra parentesi.
Quando sulla fonte appaiono due o tre nomi, è possibile riportarli tutti nell’elemento autore; se appaiono più di tre nomi, è possibile riportare solo il primo, o i primi due o tre ed omettere gli altri, aggiungendo in questo caso l’abbreviazione “et al.” (et alii) di seguito all’ultimo nome riportato.
Se il nome non appare nel documento e non può essere desunto in modo attendibile, l’elemento verrà omesso; il termine “Anonimo” non va utilizzato in sostituzione del nome non conosciuto.
Titolo
Il titolo viene riportato così come appare sulla fonte; viene composto solitamente in corsivo, e separato dall’eventuale sottotitolo (sempre in corsivo) con un punto ed uno spazio.
Al titolo riportato come sulla fonte si può far seguire una traduzione, posta fra parentesi quadre, a scopo chiarificatorio.
Responsabilità secondaria (facoltativa)
I nomi e le funzioni di curatori, traduttori, illustratori, ecc. possono essere riportati in una indicazione di responsabilità secondaria di seguito al titolo.
Edizione
Se si tratta di un’edizione successiva alla prima si dovrebbe indicare il numero o qualsiasi altra indicazione che si riferisca all’edizione, così come appare sulla fonte (“edizione italiana”, “edizione accresciuta”, ecc.) Termini indicanti una sequenza numerica dovrebbero essere riportati in cifre arabe, spesso poste ad esponente senza alcuna ulteriore indicazione di seguito all’anno di pubblicazione.
Dati relativi alla pubblicazione
I dati riguardanti il luogo di pubblicazione e l’editore sono facoltativi. La data di pubblicazione è invece obbligatoria. I dati devono essere riportati secondo l’ordine: luogo, editore, anno.
Il nome del luogo di edizione deve essere sempre trascritto così come appare sulla fonte; se il luogo di edizione è un piccolo centro o può dar adito a incertezze sulla sua localizzazione, è opportuno aggiungere anche il nome dello stato; infine, se il luogo di edizione non è menzionato nella pubblicazione ma è altrimenti rintracciabile, deve essere scritto tra parentesi quadre; se non è rintracciabile, si riporta l’indicazione “s.l.” (sine loco).
Il nome dell’editore (facoltativo) può essere dato in forma abbreviata, purché non dia luogo ad ambiguità. Frasi come “and company”, “e figli”, “S.p.a.”, ecc. saranno omesse.
Nel caso non figuri alcun editore sarà bene riportare l’indicazione “s.n.” (= sine nomine).
L’anno di pubblicazione viene espresso in cifre arabe; per consuetudine, nei riferimenti ove si ometta il nome dell’editore non è separato dal luogo di edizione con alcuna virgola.
Estensione del testo
Per i volumi monografici, l’estensione viene riportata indicando il numero o l’intervallo di pagine (diviso da un tratto corto) a cui si fa riferimento. L’espressione “e seguenti” si abbrevia con “ss.” e va staccato dal numero; esempi: “p. 164”, “pp. 123-124”, “p. 23 ss.”.
Nel caso in cui un’opera si estenda su più volumi:
- per i libri costituiti da più volumi si riporta in numeri romani il numero di volume a cui ci si riferisce preceduto dalla “v.” minuscola;
- per il numero complessivo dei volumi si trascrive in cifra araba il numero dei volumi seguito da “v.” minuscola.
Contributi all’interno di monografie o pubblicazioni in serie
Le indicazioni di responsabilità primaria e di titolo relative al contributo saranno seguite dal normale riferimento all’unità contenente introdotto da un’espressione come “in”, seguito dall’autore della miscellanea, dal titolo e dagli altri dati della miscellanea; la localizzazione del contributo sarà indicata con l’opportuna paginazione al termine del riferimento.
Esempio:
SAUTTAN A., La civiltà medievale, in Antologia di critica storica, Bari, Laterza, 1962, pp. 400-440.
oppure
SAUTTAN A., La civiltà medievale, in: Antologia di critica storica, Bari 1962, pp. 400-440.
Nel caso di citazione di periodici, dopo il titolo dell’articolo andrebbe indicato il titolo della rivista, racchiuso tra virgolette angolari, seguito dall’annata in cifre arabe, dall’anno racchiuso tra parentesi tonde e dal numero del fascicolo; infine vanno indicate le pagine dell’articolo.
Esempio:
BAGNASCO A., La questione dell’economia informale, «Stato e mercato», 1 (1981) 2, pp. 173-199.
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Aspetto e allineamento delle bibliografie
È consuetudine differenziare le voci dei riferimenti bibliografici disponendole sulla pagina con un rientro sporgente pari al rientro di prima riga utilizzato nel testo (usualmente 0,5 cm) e spaziare i paragrafi di circa 0,5 righe (usualmente 6 punti tipografici) tra una voce e l’altra; il corpo carattere, a meno di esigenze di spazio, viene mantenuto uguale a quello del testo.
Esempi:
FRONTORI L., Il mercato dei segni. Consumi e comunicazione pubblicitaria, Milano, Cortina, 1986.
GIACCARDI C., I luoghi del quotidiano. Pubblicità e costruzione della realtà sociale, Milano, Angeli, 1995.
oppure
SICILIANO, G., 1998b, “Gli effetti della riforma dei titoli sottili sul mercato di borsa italiano”, Bancaria 54, pp. 7-8.
SIMAAN, Y., WEAVER, D.G., WHITCOMB, D.K., 1998, The Quotation Behavior of ECNs and Nasdaq Market Makers, New York, Zicklin School of Business.
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