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Una introduzione plausibile

La smaterializzazione dell’opera dell’ingegno, diffusa sulla rete a velocità e distanze inconcepibili solo pochi anni fa, mette in crisi i principi e le modalità di tutela dell’opera stessa e del d.d’a., rendendo agonizzante il tradizionale meccanismo del copyright. In un campo in cui la tendenza della legislazione è quella di adattare le vecchie regole a nuovi strumenti di comunicazione, è noto come la legge sul diritto d’autore (n. 633/41, aggiornata dalla 248/2000) intenda tutelare l’atto della creazione quale “particolare espressione di lavoro intellettuale” (art. 6 l.d.a.), non vincolato al supporto fisico ma al solo contenuto: in questo senso qualsiasi pubblicazione, pure effettuata esclusivamente su supporto elettronico o su web, rientra nella casistica. D’altra parte è cogente l’esigenza di “certificare” la paternità della propria creazione attraverso la registrazione presso un ente a ciò deputato.

Il ruolo della SIAE e la certificazione SBN

In mancanza di un registro delle pubblicazioni telematiche, la nuova l.d.a. investe la SIAE di un ruolo più importante dal punto di vista della vigilanza e della tutela delle opere, ma non cambia il concetto per cui la registrazione presso quella società non assume valore probatorio assoluto, poiché la prova del deposito rimane superabile da altra certa e inconfutabile; inoltre, i costi non sempre giustificano questa soluzione, soprattutto se l’opera è destinata a un pubblico ristretto e se si vuole garantire i d.d’a. morali piuttosto che quelli economici: la SIAE infatti tutela i diritti di sfruttamento economico dell’opera degli autori che le abbiano affidato mandato, ma non svolge alcuna tutela sulla paternità dell’opera: «il mero deposito presso la SIAE di opere non pubblicate non comporta alcuna valutazione circa l’esistenza dei requisiti di tutelabilità ai sensi della legge sulla protezione del diritto d’autore, né implica alcun riconoscimento a tale riguardo» (Sent. trib. Bari, 11 giugno 1998). Pertanto, rimane indispensabile l’iscrizione dell’opera prodotta nel registro delle opere pubblicate, che però esiste solo per la stampa su supporto cartaceo.

Per questi dati di fatto, la Biblioteca Nazionale di Firenze, prendendo atto dell’esistenza effettiva di un campo di produzione editoriale esclusivamente elettronica, ha già stretto un accordo con l’Università di Firenze per “certificare” tutte le pubblicazioni scientifiche elettroniche e multimediali edite dall’ateneo, attraverso la registrazione in un’apposita sezione dell’SBN e l’attribuzione di un univoco indirizzo Internet; grazie a questo accordo, la BNI si impegna inoltre a conservarne copia e a preservarle nel tempo, nell’ambito del progetto NedLib – che si occupa a livello internazionale delle problematiche legate al deposito librario; la convenzione nasce in seguito alla creazione del progetto “Firenze University Press” da una parte e dalla nascita di un progetto sperimentale dall’altra, avente l’obiettivo di produrre una sezione apposita della BNI denominata “BNI-Documenti elettronici” e intitolato EDEN (EDitoria Elettronica Nazionale). Una delle poche controindicazioni del caso è che la legislazione ancora prevede, nel caso dei concorsi per titoli ed esami che i “titoli” siano solo cartacei e pertanto, non esistendo legislazione sulla validità della certificazione di autenticità della pubblicazione elettronica prodotta dalla Biblioteca Nazionale, è sempre necessaria la presentazione per i concorsi della copia stampata su carta.

Per uno scenario possibile: la certificazione offerta dall’Università a partire dal progetto EDEN

Analogamente a quanto attuato dalla BNI, le Università e i grandi Enti di ricerca sembrano candidarsi naturalmente a luoghi di deposito e di certificazione dell’editoria elettronica: almeno finché una nozione chiara e coerente di deposito legale per le pubblicazioni on-line non sarà formulata dal legislatore. Ma trasferendo interamente su Internet gli esiti della ricerca si possono almeno risolvere i problemi dei costi di stampa sempre crescenti e della insufficiente velocità di diffusione dei testi.

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