Università Cattolica del Sacro Cuore

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(Per) Educare/educarsi alla Bellezza

A proposito di bellezza

EDUCatt E-Paper

Una riflessione di
Giovanni Gasparini

Sono passato lentamente attraverso la basilica di Sant’Ambrogio, ammirandone lo splendore, e sono entrato in Cattolica.
Era un sabato mattina di maggio. Giornata stupenda di luce, di sole, anche di verde anche negli armoniosi chiostri bramanteschi e negli ambienti dell’Università, frequentati da parecchie persone che s’informavano delle facoltà e dei corsi. In modo del tutto spontaneo e imprevisto mi è venuto da “sentire” e da dire a me stesso ciò che scrivo da anni: questo è davvero un luogo di bellezza, e tale sarà anche per chi da studente inizierà a frequentarlo tra pochi mesi, se soltanto avrà un poco di attenzione e sensibilità. Credo che la bellezza di questo luogo non sia dovuta solo a ragioni storiche, architettoniche e artistiche – oltre che relazionali, per la frequentazione attiva di migliaia di persone – ma anche di carattere vegetale, naturalistico. In primavera in particolare la bellezza dei grandi alberi che stanno al centro e ai lati dei due chiostri, la perfezione della rasatura dei due prati all’inglese e la suggestione del giardino di Santa Caterina con i suoi sarcofagi antichi sono un elemento che offre un sovrappiù di meraviglia a un ambiente posto a lato di una delle più straordinarie basiliche d’Europa, Sant’Ambrogio. Gli alberi imponenti di latifoglie (ippocastani, bagolaro) e di aghifoglie (cedri, tasso) comunicano un senso di vivezza e apertura alla vita che solo la natura può dare, anche in un contesto dove si accumulano da secoli storia e cultura. In fondo, tutte le città sono scomparse o periranno lungo i millenni, mentre la natura nell’ambito della quale esse sono state costruite resiste e sopravviverà. Nonostante io abbia percorso questi ambienti migliaia di volte, ho pensato che mi trovavo veramente in un luogo di grande bellezza, che tale era sia per chi lo incontrasse per la prima volta – uno studente che forse si sarebbe iscritto all’Università – sia per chi lo frequentava da decenni. E ho considerato che quel senso di apertura all’incedere della vita e al mutare delle stagioni che esprimevano gli alberi alludeva anche al contributo creativo che ognuno – studente o docente in particolare – può contribuire a dare a questo ambito umano e sociale. Spesso passando nei chiostri mi sono chiesto: ma ci sarà, c’è qualcuno qui a cui preme la ricerca, nel senso alto di cui parla ad esempio Max Weber a proposito delle scienze sociali? C’è qualcuno che coltiva profondamente la passione della ricerca di ciò che è nuovo, da scoprire e portare alla luce o forse da inventare ex novo? C’è qualcuno che opera per proporre o trovare nuove vie di convergenza tra dimensione scientifica e quello che da diversi punti di vista viene chiamato umanesimo? Certo stiamo parlando di scienze umane, come quelle delle facoltà e dei corsi di laurea e specializzazione che ospita la sede milanese della Cattolica. Ma proprio qui, nel vivo della drammaticità sociale e della problematicità culturale contemporanea, si rivela fondamentale la dimensione del cercare e ricercare, dell’immaginare problemi e soluzioni innovative e atipiche, della creatività da spendere con coraggio, dei sogni da far entrare nelle strutture dell’istituzione così come i libri entrano nei programmi delle materie. Mi verrebbe da dire, pensando a San Paolo, che la struttura di per sé può inaridire e mortificare lo spirito della ricerca, mentre la creatività lo vivifica. Penso alla creatività di ogni studente che entra e che studia in questa università, luogo che io da anni sogno come ambito di un Gai saber, di una “gaia scienza”, e cioè di un’attività di insegnamento e di ricerca che non si ferma ai vincoli e alla fatica necessaria ma si proietta oltre, in una dimensione di Bellezza dove le varie facce del bello tendono a unirsi come i petali dei fiori spontanei che nascono dalla terra e puntano umilmente e coraggiosamente verso l’alto. E non riesco a non pensare al fascio densissimo della memoria, anzi delle memorie che emergono da questi luoghi: Ambrogio, Agostino, Ansperto, ma poi il convento benedettino, la storia di Milano degli ultimi secoli a fianco di quella dei chiostri bramanteschi; e la storia di chi ha fondato questa Università e di chi vi ha operato, dai docenti ai laureati e a tutti. L’università non è un’azienda: è un ambito dove la memoria deve avere un posto fondamentale nella capacità di aderire al presente e nella proiezione verso il futuro. Torno alla bellezza. Bellezza che non a caso è un impegno preso da un Progetto (Educare/educarsi alla bellezza) che da alcuni anni è nato qui (EDUCatt 2014) e si è sviluppato nei confronti di questo luogo, e di chi lo frequenta con serietà, con passione e direi anche con leggerezza. Ho in mente la leggerezza di cui parla Italo Calvino, che non è disimpegno ma capacità di operare con lievi mani, con attenzione al fiore che sta sbocciando, con la consapevolezza della presenza di tanti altri da rispettare e con cui convivere, senza imporre ma dialogando. E penso anche alla delicatezza a cui invita nelle relazioni umane profonde una figura tra le più dolcemente rivoluzionarie di questo secolo, quella di papa Francesco. La bellezza, dunque. In un mondo che da alcuni anni ci sorprende per la violenza e la crudeltà inimmaginabile di tanti gesti, forse bisogna sopperire aumentando la quota di sogno, il numero e la qualità dei sognatori. La mia idea e la mia proposta allora, dopo averci molto riflettuto in un lunghissimo percorso che va da studente a professore ordinario ora fuori ruolo, è che ogni docente e ricercatore diventi un sognatore, e ogni studente diventi un sognatore. Anche se può sembrare ingenuo, può far sorridere i benpensanti, può scandalizzare certi uomini dell’istituzione, io credo che vi sia un grande bisogno oggi, nella nostra Università, non solo di strutture funzionanti e a misura d’uomo (e qui ci sarebbe forse da ridire), ma di docenti-sognatori e di studenti-sognatori.

(Milano, maggio 2016)

 

Chiunque volesse aderire o semplicemente ottenere informazioni circa l'iniziativa, potrà scrivere al seguente indirizzo: bellezza@educatt.org

 

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