Iniziative promosse nel 2009

Nell’anno 2009 il contributo stanziato è stato suddiviso in due tranches di assegnazione e ha consentito di fornire supporto a 35 richieste complessive e a circa 1150 studenti. Il totale assegnato ammonta a 78.000 € circa, distribuiti su un campione variegato di iniziative. Ai tradizionali viaggi o visite di studio in Italia o all’estero, ai laboratori didattici spesso supportati da iniziative accessorie (indagini, questionari), alla realizzazione di eventi, incontri, spettacoli (la cui eco si è spesso propagata al di fuori delle mura universitarie) si sono aggiunte esperienze di ritrovamenti archeologici i cui risultati hanno di gran lunga superato le aspettative, summer school oltreoceano e attività d’eccellenza con coinvolgimento internazionale a sostegno di situazioni di disagio infantile o della crescita economica di paesi in via di sviluppo.
Non sono state ammesse, per mancanza dei requisiti necessari, complessivamente 7 richieste di finanziamento.

Nove decimi di bene: viaggio in Siria

L’Istituto di Archeologia e la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università Cattolica hanno organizzato un viaggio di studio in un paese dell’area mediterranea che conserva straordinarie testimonianze archeologiche e monumentali. La scelta è ricaduta sulla Siria, e in relazione a questo si è voluto intitolare il viaggio “Nove decimi di bene”, richiamando il passo di un erudito arabo del XIII secolo che sosteneva che la Siria accogliesse i nove decimi di bene del mondo e solo un decimo di tutto il male in esso presente. L’itinerario si è snodato attraverso un percorso che ha privilegiato le emergenze di epoca greco-romana, paleocristiana e medievale: da Apamea, alle città carovaniere di Palmira e Bosra; da Sheba/Philippopoli, fondazione romana del III secolo alla città fortezza di Resafa/Sergiopoli.
Il viaggio organizzato dai professori Marco Sannazzaro e Furio Sacchi, si è tenuto dal 4 al 10 ottobre 2009 e ha contato la partecipazione di ben 53 studenti finanziati nello spostamento, da un congruo contributo EDUCatt. L’approfondimento delle tematiche didattiche affrontate durante il percorso accademico tramite l’osservazione in loco del patrimonio archeologico siriano, si è accompagnato alla realizzazione di una dispensa, pubblicata da EDUCatt, con interessanti contenuti di carattere bibliografico, cartografico ed esplicativo, come ulteriore strumento di analisi per gli studenti della nostra università.

Olio per la vita in Burundi

Il progetto “Olio per la vita” nasce come risposta alle difficoltà alimentari del popolo burundese nel tentativo di realizzare un alimento, come l’olio derivato dai frutti d’avocado, di integrazione alla dieta di una delle popolazioni più povere dell’Africa. Tuttavia l’iniziativa ha riscontrato una prima serie di difficoltà dovute al costo eccessivo di realizzazione del prodotto, e per portare avanti le finalità del progetto è stato necessario modificarne alcuni tratti salienti ripetto alla originaria pianificazione del 2003. Per tale ragione si è scelto di intervenire tramite l’impiego di risorse destinate ad un piano di adeguamento igienico del sito di produzione unitamente alla classificazione del prodotto tramite Certificazione Biologica. In tal modo, infatti, l’esportazione in Europa della produzione dell’olio renderebbe possibile la copertura dei costi di realizzazione, distribuendo poi una parte consistente del prodotto alla popolazione locale.
In vista di queste ambiziose finalità, un gruppo costituito da tre studenti della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza accompagnati dalla dottoressa Milena Lambri, ricercatrice presso l’Istituto di Enologia e Ingegneria Agro-Alimentare, è stato sovvenzionato da EDUCatt per lo svolgimento di un soggiorno a Muray, nella provincia di Gitega, in Burundi dal 16 luglio al 22 agosto 2009.
Tramite la cooperazione con trenta ragazzi locali, facenti parte della CO.PRO.TRA.CO (Cooperative Production Travail Comercialisation), il progetto ha migliorato il processo produttivo dell’olio, tanto da far ottenere all’oleificio di Murayi un’attestazione di idoneità ai requisiti della norma internazionale del Codex Alimentarius in materia di igiene e produzione alimentare.
L’implementazione positiva della produzione, unitamente al rempiego dei frutti di scarto e della sansa esausta per la creazione di prodotti per la pulizia e la detersione del corpo, hanno fatto di questa iniziativa un’attività di forte impatto etico ed umanitario.

Tabboulé: una nuova ricetta per l’integrazione

L’attività proposta dalla professoressa Candida Toaldo in collaborazione con la musicista Valentina Facchini e Lydia Keklikian, laureanda in Lingue e Civiltà Orientali all’Università Ca’ Foscari e vincitrice del "Premio Speciale Slow Food Terra Madre" del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre 2009 con il racconto Tabboulé, una nuova ricetta per l’integrazione ha portato all’allestimento di uno spettacolo teatrale e musicale con tema l’integrazione, protagonisti principalmente gli studenti dello STARS (Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo) dell'Università Cattolica di Brescia. L’obiettivo è stato quello di privilegiare la “persona” all’interno del mosaico delle memorie e delle culture, sottolineando l’importanza di stare insieme, integrarsi, pur mantenendo la propria individualità, proprio come succede agli ingredienti del tabboulé. Il traguardo dell’attività è vedere in maniera composita i vari elementi che la compongono: richiamare l’idea di una pluralità di culture diverse, la presenza di persone differenti per etnie, religione e cultura in un determinato contesto sociale. L’integrazione è colorata come il tabboulé, in quanto coinvolge nel processo persone diverse, disponibili a percorrere una strada nuova che coduce a vivere insieme e questo traguardo si raggiunge prima che l’integrazione effettiva avvenga. L’importanza del tabboulé nel rappresentare l’integrazione sta infatti anche nella sua preparazione, perché per fare un buon tabboulé è importante avere la ricetta giusta e preparare il piatto seguendo le indicazioni precise. È altrettanto importante che tutti gli ingredienti siano ben visibili quando il piatto è sotto ai nostri occhi. Ogni ingrediente deve restare ben distinto, mantenere il suo colore e la sua forma, pur essendo amalgamato agli altri ingredienti. Il sapere poi deve poterli distinguere e offrire al palato un gusto piacevole e di completezza in modo da suscitare in chi lo mangia un benessere e un piacere che lo lascino soddisfatto e appagato. Così come l’integrazione trova il suo compimento quando si completa nell’incontro, quando ognuno mantiene la sua specificità e la sua ricchezza culturale.
Attraverso la creazione e lo sforzo nell’organizzare lo spettacolo teatrale gli studenti potranno mettere in pratica e “rendere” quello che è il tabboulé a livello culinario sotto forma di teatro e quindi sotto forma di messaggio globale, accessibile a tutti. A questo si aggiungono anche le lezioni e i momenti comuni che gli studenti condividono e che rappresentano un momento nel quale costruire e capire cosa vuol dire nella realtà “integrazione”.

“Wine and moving beyond Sustainability” in California

Grazie al contributo EDUCatt le dottoresse Elisa Novelli e Roberta Dordoni, studentesse della Scuola di Dottorato AGRISYSTEM, hanno avuto la possibilità di frequentare la “Wine and moving beyond Sustainability” Summer School sul tema del vino, organizzata ad anni alterni in Europa e negli Stati Uniti.
Il programma ha promosso lo scambio di idee e culture tradizionalmente diverse: conferenze, attività e discussioni hanno avuto l’obiettivo di approfondire il significato di "green" e “sostenibilità” nel settore vitivinicolo, tenendo conto dei metodi praticabili per garantire le risorse alle generazioni future. Allo stesso tempo, i partecipanti hanno approfondito le loro conoscenze tecniche e rafforzato la loro capacità di comunicazione, oltre ad aver avuto la possibilità di fornire il proprio contributo con interventi riguardanti aspetti vitivinicoli della regione di appartenenza.
Durante la prima e l’ultima settimana della Summer School, sono state svolte lezioni teoriche e pratiche presso il campus Cal Poly con corsi di Viticoltura ed Enologia, Marketing del vino e Analisi sensoriale.
Parallelamente si sono visitate Cantine in diverse regioni viticole della Central Coast. La seconda e la terza settimana si sono svolti seminari e visite nella Napa e Sonoma Valley, nelle regioni di Lodi e Fresno. L’esperienza è stata arricchita dallo scambio culturale tra Europa e America, due continenti con esigenze, paesaggi, disponibilità economiche differenti che si mettono in gioco per la vitivinicoltura.

 

Canto corale a Exeter

Grazie al contributo di EDUCatt la studentessa di Lettere e filosofia, Veronica Copello ha potuto approfondire la pratica del canto corale partecipando al corso organizzato dalla “International A Cappella School” di Exeter in Inghilterra. Il soggiorno le ha dato l’occasione di entrare in contatto con la realtà liturgica inglese, una delle più strutturate e complete del panorama internazionale, venendo a conoscenza di elementi, tradizioni e metodi chiaramente differenti da quelli del nostro paese. La permanenza in Inghilterra è stata inoltre utile per approfondire lo studio e la pratica della lingua inglese, dato che il corso si è tenuto interamente in lingua. Come testimoniato dalla partecipante, la convivenza con studenti provenienti da tutto il mondo è stata infine: «una preziosa occasione di studio e di maturazione, umana e culturale, anche in relazione alle ricerche che progetto di svolgere in vista della laurea specialistica».

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Attenzione: La scadenza per le tutte le iniziative programmate per il 2010 è adesso il 31 gennaio 2010.